Autismo infantile, Bambino autistico o no?

Autismo infantile, bambino autistico o no?

L’autismo infantile è entrato nel vocabolario comune e spesso viene usato impropriamente per definire bambini con comportamenti giudicati anomali, per esempio la tendenza a isolarsi o difficoltà a interagire con il mondo che li circonda. Possono anche essere segnali di autismo ma spesso non c’entrano nulla. 

L’autismo è una condizione inscritta in quello che oggi viene definito “spettro autistico“, che comprende anche la sindrome di Asperger e il mutismo selettivo, secondo la nuova, quinta, edizione del “Diagnostic and statistical manual of mental disorders” (Dsm V), il manuale di riferimento per tutti i disturbi riguardanti la sfera della salute mentale.

Ecco cosa è utile sapere per non giungere a conclusioni affrettate quando il bambino assume atteggiamenti che possono essere giudicati anomali o, al contrario, per non trascurare segnali che potrebbero, invece, essere campanelli d’allarme che sarebbe opportuno ascoltare il prima possibile.

Autismo infantile – Più che di autismo meglio parlare di disturbi dello spettro autistico

Oggi si sa che l’autismo è un cosiddetto “disturbo neurobiologico“, con caratteristiche proprie e un andamento stabile, che in qualche caso può tendere al miglioramento con il passare del tempo.

Poiché l’autismo può esprimersi a vari livelli di gravità è considerato più corretto parlare di “spettro autistico“, secondo la nuova, quinta, edizione del “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” (Dsm V), il manuale di riferimento per tutti i disturbi riguardanti la sfera della salute mentale.

La definizione ‘spettro autistico‘ sottintende proprio la possibilità che vi siano forme più o meno severe.

Autismo infantile – Possibili sintomi dell’autismo

L’autismo è caratterizzato dall’incapacità di interagire con il mondo esterno. Si manifesta con chiusura nei confronti degli altri, mancato apprendimento del linguaggio (50% dei casi) o, inappropriato utilizzo della comunicazione verbale.

Si associano tendenza a isolarsi, ripetitività di particolari comportamenti (per esempio, dondolare con il corpo), incapacità di capire le espressioni e gli atteggiamenti che caratterizzano la normale vita sociale e affettiva (per esempio, abbracci e sorrisi).

I sintomi di autismo non sono uguali per tutti i bambini e variano anche a seconda della gravità del disturbo.

Autismo infantile – Autismo non è in forte aumento ma ci sono più diagnosi

Negli ultimi anni tra la gente comune si è fatta strada l’idea che l’autismo sia in forte aumento. In realtà non è sicuro che sia proprio così: è possibile, infatti, che il numero di casi registrati, superiore rispetto al passato, sia dovuto a una maggiore conoscenza della malattia da cui derivano più possibilità di diagnosticarla.

Attualmente si stima che il disturbo dello spettro autistico colpisca 4-6 bambini ogni mille nati. La prevalenza è nei maschi, in un rapporto 4 a 1. Dati precisi riferiti al passato non ce ne sono.

Autismo infantile – La prima diagnosi di autismo può essere fatta tra i due e i tre anni di vita

È intorno ai due anni-due anni e mezzo di età che si può porre diagnosi di autismo con sicurezza, anche se alcuni segnali si possono cogliere precocemente. Di certo il disturbo non può comparire all’improvviso dopo i tre anni di età, se prima di quest’epoca non vi è stata alcuna avvisaglia.

La diagnosi di autismo spetta al neuropsichatra infantile, a cui in genere i genitori vengono indirizzati dal pediatra di base, che di solito è il primo a rilevare l’esistenza di un problema, anche grazie a quanto racconta la mamma.

Autismo infantile – Le cause dell’autismo non sono ancora del tutto chiare

Per quanto riguarda le cause dell’autismo non sono ancora del tutto chiare, anche se gli ultimi studi sull’argomento hanno permesso di fare un pò di luce. L’ipotesi che oggi gode di maggiore credito è che il disturbo si sviluppi, anche in assenza di fattori scatenanti, come conseguenza di un’alterazione a livello cerebrale (da qui la definizione di disturbo neurobiologico) influenzata dalla genetica.

Questo spiegherebbe perché l’autismo nei gemelli monozigoti interessa entrambi nel 70% dei casi.

Autismo infantile – Smentita la correlazione tra vaccini e autismo

Per la presunta responsabilità del vaccino MPR (contro morbillo, parotite, rosolia), l’intera Comunità scientifica è concorde nel respingere una simile accusa in quanto nulla è mai stato dimostrato al riguardo. Gli studi effettuati su bambini vaccinati e non vaccinati hanno evidenziato che l’incidenza dell’autismo era la stessa sui due gruppi.

La rivista scientifica “The Lancet” ha ufficialmente smentito la possibilità che vi sia un collegamento tra autismo e vaccino trivalente, mentre un’altra famosa rivista scientifica “British Medical Journal“, oltre a decretare l’infondatezza della relazione autismo-vaccinazioni, ha affermato che chi sostiene il contrario sia mosso da pregiudizi ideologici e interessi economici. Per contro il vaccino, in particolare l’anti-morbillo, mette al riparo il bambino dai tutti i rischi connessi allo sviluppo di questa pericolosa malattia.

Autismo infantile – La terapia di riabilitazione favorisce l’autonomia del bambino autistico

Almeno fino a ora non è stata scoperta alcuna cura davvero efficace per contrastare l’autismo che è dunque un disturbo che perdura per tutto l’arco della vita. Posto questo, esistono interventi di riabilitazione che possono consentire al bambino di raggiungere un certo livello di autonomia e le cui probabilità di successo sono maggiori se vengono effettuati precocemente.

I trattamenti di riabilitazione prevedono sempre il coinvolgimento dei genitori e hanno per obiettivo favorire il più possibile l’autonomia del bambino. Quando in famiglia emerge un simile problema è consigliabile prendere contatto con i servizi di neuropsichiatria infantile della ASL del proprio territorio.

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