Filastrocche per bambini sulla Festa della Repubblica Italiana

Filastrocche per bambini sulla Festa della Repubblica Italiana

Il 2 giugno è Festa Nazionale, la Festa della Repubblica Italiana, quindi con scuole e uffici chiusi. Molti italiani ne approfittano per fare gite fuori porta approfittando della stagione estiva ormai alle porte, ma è nelle grandi città che si tengono importanti celebrazioni ufficiali. Naturalmente il “cuore” dei festeggiamenti è a Roma, la nostra capitale, dove le più alte cariche dello Stato partecipano ad un fitto cerimoniale.

Anche una filastrocca può essere un bel modo per celebrare a dovere la Festa della Repubblica Italiana. Ecco alcune filastrocche per bambini:

La bandiera di Graziella Ajmone:

Quando la vedi così bella,
saluta la tua bandiera!
È tessuta di sangue e di sole,
di lacrime e di primavera.
Baciala, bambino mio,
come baciassi lo mamma:
in essa c’è tutta la terra
che t’ha donato Iddio.

Italia di Renzo Pezzani:

Ricca o povera, Italia,
sei la patria mia.
Sei così bella che somigli alla mia mamma.
Ti vedo nelle città dove si lavora.
Ti vedo negli occhi della gente.
Ti vedo nei colori della bandiera.

La Repubblica italiana di Jolanda Restano:

Garibaldi era un tipo sorprendente
camicia rossa e sguardo convincente
con una bella barba e due baffoni
con soli 1000 uomini cacciò i Borboni!

È grazie a lui se oggi siamo uniti
e se i confini son ben definiti:
siamo fratelli, siam tutti italiani
e questa Italia è nelle nostre mani!

Dobbiam trattarla bene chè è preziosa
è ricca d’ogni gloria e valorosa,
è una nazione forte e unica e sana:
è questa la Repubblica Italiana!

Ed oggi compie gli anni la nazione:
centocinquanta e li porta benone.
Facciamole gli auguri e una sorpresa:
restiamo sempre uniti e in sua difesa!

Di fronte ad ogni gioia e ogni dolore
restiam fedeli sempre al tricolore!
Di fronte a ogni dolore e a ogni gloria
restiamo fedeli alla sua grande storia!

Celebrare la Festa della Repubblica con le Filastrocche per bambini!

Come spiegare la festa della Repubblica Italiana ai bambini

Come spiegare la festa della Repubblica Italiana ai bambini

Perché in Italia il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica? Qual è la storia di questo giorno?

2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana

Dal 1861, anno dell’unificazione nazionale, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, l’Italia è stata una monarchia costituzionale, dove c’era un Re che condivideva i poteri con un Parlamento. Anche durante il ventennio fascista, quando di fatto tutto il potere decisionale era nelle mani del dittatore Benito Mussolini, l’Italia rimase formalmente una monarchia.

Le cose cambiarono con la definitva sconfitta del nazifascimo nel 1945, quando il regime fascista venne smantellato e la nazione si trovò di fronte a due strade: rimanere una monarchia guidata dai Savoia, la famiglia regnante italiana, o diventare una repubblica, con una nuova costituzione e un nuovo Parlamento.

Per capire la volontà del Paese dunque, il 2 giugno 1946 venne indetto un referendum – per scegliere tra monarchia e repubblica. Vinse la fazione repubblicana, anche se con meno scarto del previsto: 12.718.641 pro Repubblica (54,3%), contro 10.718.502 voti pro Monarchia (45,7%).

In quel momento nacque lo Stato in cui oggi viviamo, regolato da una Costituzione, guidato da un Presidente della Repubblica e governato da un Parlamento bicamerale (Camera dei Deputati e Senato). Dunque per celebrare il “compleanno” dell’Italia repubblicana si scelse proprio la data del referendum – il 2 giugno appunto – per indire la Festa nazionale.

Il 2 giugno è Festa Nazionale, quindi con scuole e uffici chiusi. Molti italiani ne approfittano per fare gite fuori porta approfittando della stagione estiva ormai alle porte, ma è nelle grandi città che si tengono importanti celebrazioni ufficiali. Naturalmente il “cuore” dei festeggiamenti è a Roma, la nostra capitale, dove le più alte cariche dello Stato partecipano ad un fitto cerimoniale.

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Educazione alla Convivenza Civile per la Scuola Primaria

Educazione alla Convivenza Civile per bambini
Scuola Primaria

Scuola Primaria: Schede di Educazione alla Convivenza Civile

In questo articolo trovate Schede Didattiche sulla ‘Convivenza Civile’ per bambini che frequentano la Scuola Primaria.

Sono i principi, le regole, i concetti dell’etica individuale e collettiva (valori civili costituzionali, nazionali o sovranazionali) che, nelle Indicazioni Nazionali, costituiscono gli “obiettivi specifici di apprendimento” dei bambini.
L’ Educazione alla Convivenza Civile è assunta come sintesi delle “educazioni” alla cittadinanza, ambientale, stradale, alla salute, alimentare, all’affettività.

La trovate tra le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati della Scuola Primaria. È ripresa dal disegno di legge delega n° 1306 ed indica :

  • la sintesi delle «educazioni» alla cittadinanza, ambientale, stradale, alla salute, alimentare, all’affettività,
  • il risultato dell’apprendimento delle conoscenze e delle abilità che caratterizzano le differenti discipline di studio.
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Educazione alla Salute: Schede Didattiche sulla Piramide Alimentare

Educazione alla Salute: Schede Didattiche per bambini sulla Piramide Alimentare
Scuola Primaria

Educazione alla Salute per bambini della Scuola Primaria: La Piramide Alimentare

In questo articolo trovate ben quindici pagine di Schede Didattiche sull’Educazione Alimentare, in particolare sulla ‘Piramide Alimentare’.

Una corretta alimentazione è fondamentale per il nostro benessere e per questo è importante imparare fin da bambini come alimentarsi in maniera equilibrata. Oltre alla spiegazione di cosa è la ‘Piramide Alimentare‘ e cosa contengono i vari cibi, trovate diverse schede da colorare, ma anche schede operative con immagini a colori dove i bambini dovranno ritagliare i vari cibi e posizionarli nella Piramide alimentare’.

La ‘Piramide alimentare’ è un utile strumento che consente di comprendere più facilmente quali sono i cibi che fanno bene alla salute e quali sono quelli che, invece, andrebbero assunti con più moderazione. 

Per insegnare ai bambini quali sono i cibi che fanno più bene al loro organismo, esiste la piramide alimentare da colorare per bambini, un grafico che consente loro di imparare a conoscere i cibi divertendosi.

Potete scaricare e stampare le Schede Didattiche sulla Piramide Alimentare gratuitamente cliccando il tasto “Download“.

Piramide Alimentare – Educazione alla Salute per bambini della Scuola

Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini

Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini

Ogni anno a scuola i bambini di Scuola Primaria si chiedono come mai il 25 aprile Festa della Liberazione è un giorno di festa.

Il 25 aprile, la Festa della Liberazione, è una data significativa per la storia italiana, che va spiegato ai bambini e alle bambine non solo perché è un importante fatto storico da cui hanno preso forma le nostre istituzioni democratiche attuali. Si tratta infatti anche di un’occasione imperdibile per parlare in classe e a casa di temi universali come libertà e pace.

La Liberazione e la Resistenza è fondamentale per passare il testimone della storia ai bambini e lasciare una traccia del nostro passato.

Perché spiegare il 25 aprile Festa della Liberazione ai bambini?

Spiegare il 25 aprile ai bambini è importante per almeno 3 motivi:

  • Perché la storia riguarda anche i bambini. È preciso compito degli adulti quello di tramandare avvenimenti e idee ai propri figli: più ne parliamo, più li invogliamo a saperne di più e a porsi domande quando saranno grandi. Non si tratta di affrontare questioni politiche, bensì di raccontare i fatti storici e instillare così una curiosità che i bambini potranno approfondire quando cresceranno. Basta partire dalla loro domanda sul perché il 25 aprile non si va a scuola: cosa si festeggia?.
  •  Perché sono fatti sempre più lontani nel tempo. Se fino a pochi anni fa era facile avere un nonno testimone diretto di quegli avvenimenti, ora anche gli ultimi partigiani ci stanno lasciando. Ciò rischia di collocare quei fatti e quei concetti sempre più lontano dal vissuto e dalla quotidianità dei bambini di oggi; parlarne anche solo con una semplice lettura è sufficiente per riportare questa memoria nell’immaginario dei bambini.
  • Perché si può parlare di emozioni. Temi come pace e libertà sono ottimi da affrontare nell’educazione emotiva. Immaginare come si sono sentite le persone quando è finita la guerra, aiuta parlare di emozioni e sviluppa l’empatia: fate domande come “Cosa rappresenta per te la libertà? Quando non ti senti libero? E perché ti arrabbi quando non ti senti libero?”; fate anche paragoni con la recente esperienza del lockdown durante la pandemia: “Immaginatevi una situazione simile per anni e non poche settimane e senza tutti gli strumenti tecnologici per stare connessi tra noi”. Riflettete poi su cosa è la guerra e perché è un evento negativo: “Cosa provate quando litigate con un vostro amico? E quando poi fate la pace? E come fate voi a fare la pace?”».

Si possono poi introdurre alla Scuola Primaria attività più elaborate a seconda della fascia d’età:

  • bambini di 6-7 anni. A 6-7 anni i bambini devono ancora apprendere il senso del tempo. Un avvicinamento alla storia però può essere fatto chiedendo ai nonni di raccontare la loro esperienza, oppure portando in classe o fotografando degli oggetti di famiglia che parlano di quel periodo. Non è ancora la storia con la ‘S’ maiuscola, ma i documenti toccano la loro concretezza e stimolano il loro apprendimento, testimoniando una storia reale, quella della propria famiglia, che li introduce in un tempo più grande di loro.
  • bambini di 7-8 anni. La lettura è sempre un canale privilegiato per i bambini. Vanno benissimo anche albi illustrati e fumetti, se poi ci sono come protagonisti dei bambini la loro identificazione sarà ancora maggiore. Si possono però introdurre anche testimonianze dal vivo di persone o video , avendo l’accortezza di interrompere di tanto in tanto la visione per interagire con i ragazzi e fissare i concetti.
  • bambini di 8 anni. Da questa età si studia la storia e si possono introdurre, oltre alle testimonianze, anche molte più informazioni. Per rendere più interattiva la spiegazione del conflitto, costruite con loro una mappa semplificata per descriverne le fasi; e portateli a visitare i luoghi della memoria nella propria città, o fatelo in modo virtuale: di quelle targhe e monumenti, magari osservati fin da piccoli, spesso i bambini non conoscono ancora il significato.
  • bambini di 9-10 anni. Il racconto storico del 25 aprile può essere completo di date e avvenimenti precisi, ma si può proporre qualcosa in più. Coinvolgerli in una rappresentazione teatrale sarebbe il modo migliore per far vivere concretamente ai bambini quegli avvenimenti sulla loro pelle, perché la distanza temporale per le nuove generazioni inizia a farsi significativa.

Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini?