Filastrocca contro la violenza sulle donne

Filastrocca contro la violenza sulle donne

«Filastrocca contro la violenza sulle donne» è una filastrocca creata dallo scrittore Mimmo Mòllica per ribadire quanto sia importante sensibilizzare le persone sul tema della violenza contro le donne.

La violenza contro le donne rappresenta un importante problema di sanità pubblica, oltre ad una violazione dei diritti umani. Ha effetti negativi a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di se stesse e dei propri figli. I bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento.

«Filastrocca contro la violenza sulle donne»:

La Festa della donna è la Giornata

in cui ogni donna viene festeggiata,

è la Giornata della gialla mimosa

che porta in sé un’eredità preziosa. 

Donna vuol dire vento di conquista,

vento di una stagione pacifista,

perché non sia però solo apparenza,

sia la stagione della non violenza.

Nascono fuori o in casa dei conflitti

quando vengon negati dei diritti,

nascono allora le lotte sociali, 

per conquistar diritti naturali.

Negli anni la questione femminile 

è stata sempre una lotta civile,

alle donne perfino il voto era impedito, 

votare ad una donna era proibito.

Soltanto dopo una lotta sociale

ottennero il suffragio universale

e tuttavia non è mai abbastanza

per ottener diritti ed uguaglianza.

Discriminare per appartenenza

le donne e le persone è una violenza, 

e molte donne, senza alcun rispetto,

in tutto il mondo ne son tutt’ora oggetto.

Devi sapere che un tempo il femminismo

era considerato «abusivismo»,

quando le donne poi scesero in piazza

fu come appartenere a un’altra razza,

a un mondo differente, a un mondo strano,

diverso dal maschile genere umano.

Se della donna non puoi fare senza

allora perché mai tanta violenza?

Perché compagne, mogli e fidanzate,

donne che vanno amate e rispettate,

invece a volte vengono picchiate, 

sfruttate, calpestate e maltrattate,

negate nei diritti ed umiliate? 

Non la chiamiamo «violenza privata»

ogni violenza è «pubblica» e sbagliata,

perciò i violenti siete sbagliati voi, 

chi fa male a una donna lo fa a noi!

E a volte il male sta nelle parole,

la lingua batte dove il dente duole, 

perché un violento non è mai un «malato»,

è un prepotente, perfido e «sbagliato».

Perciò non dire “t’amo da morire”

ch’era «amore malato» non lo dire,

che è «troppo amore» non è vero mai,

l’amore com’è fatto non lo sai.

Che è «troppo amore» non è affatto vero,

«mia o di nessuno» non dirlo mai davvero; 

“delitti passionali”, la «gelosia che acceca»,

son stupide parole, stupido è chi le spreca.

Per ogni donna maltrattata e offesa 

siam sempre tutti noi la «parte lesa».

Mimmo Mòllica ©

25 Novembre – Filastrocca contro la violenza sulle donne

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