Quando va portato un Bambino dal Logopedista?

Quando va portato un bambino dal logopedista?
Scuola infanzia e Scuola primaria

Il logopedista è uno specialista che può aiutare a riconoscere e superare difficoltà e intoppi nell’apprendimento e nell’uso del linguaggio del bambino.

L’apprendimento del linguaggio è un processo molto soggettivo. Le linee guida dicono che un bambino di due anni dovrebbe saper pronunciare dalle 100 alle 200 parole circa, oltre ad alcune frasi semplici. Se il piccolo pronuncia meno di 50 parole è consigliato un controllo per intercettare precocemente eventuali difficoltà.

In linea generale, si può affermare affermare che molti bambini che parlano in maniera più tardiva recuperano spontaneamente, collocandosi tra i tre e i quattro anni nella media per competenze verbali. Una piccola parte di essi invece ha bisogno di un aiuto esterno, senza il quale potrebbe maturare un ritardo del linguaggio e un conseguente disturbo del linguaggio (che sarà possibile determinare con esattezza attorno ai 3-4 anni di età).

Un intervento precoce può, in alcuni casi, servire a prevenire difficoltà future che diversamente verrebbero riconosciute troppo tardi, quando ormai il bambino frequenta la prima elementare e potrebbe iniziare a manifestare problemi di lettura o scrittura, o difficoltà relazionali ed emotive.

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Quando i neonati dicono mamma o papà?

Quando i neonati dicono mamma o papà?

In quale fase della crescita il bimbo pronuncia per la prima volta “mamma o “papà“? Sicuramente il periodo può variare per ogni bambino.

La maggior parte dei bambini inizia a mettere insieme sillabe che suonano come “mamamama” o “papapapapa” entro i 7 mesi. Questi suoni iniziali sono solo balbettii, ma man mano che i neonati si avvicinano ai 9 mesi e oltre, migliorano nella pronuncia delle parole vere». Ciò non significa ancora che sappiano davvero cosa stanno dicendo.

I neonati in questa fase: «Possono chiamare mamma o papà chiunque». È intorno all’anno di vita che il bambino probabilmente inizierà a usare la parola correttamente nel contesto. E quando succede è magico. Quando vi guardano e vi dicono “mamma” o “papà” e lo pensano davvero, è davvero una delle emozioni più forti. 

Quando i neonati dicono mamma o papà? -> I bambini dicono prima mamma o papà?

Esistono diverse credenze comuni al riguardo. Si pensa che la prima parola di un neonato debba essere “mamma”.

Secondo un famoso pediatra americano invece non è necessariamente così: «Alcuni bambini sono ossessionati dal suono ‘pa’, e ad altri piace il suono ‘ma’».

Ma se la mamma trascorre più tempo a prendersi cura del bambino, potrebbe avere un vantaggio sul papà. È infatti stato osservato che i bambini pronunciano prima il nome di chi si occupa principalmente di loro.

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Quando il Bambino non parla bisogna chiedere aiuto al Logopedista?

Quando il bambino non parla bisogna chiedere aiuto al logopedista?
Scuola Infanzia

Imparare a parlare è un atto naturale. Per alcuni bambini è un pò più difficile. Ma quando bisogna chiedere aiuto al logopedista?

Quando il bambino non parla bisogna chiedere aiuto al logopedista? – Il processo di apprendimento della lingua madre

Il processo di apprendimento della lingua madre viene inteso come la capacità di comprendere ed esprimersi in maniera comprensibile formulando frasi nucleari o più complesse. Questo avviene gradualmente tra 12 e 36 mesi, in rari casi più tardi. 

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Come riconoscere un Bambino Parlatore Tardivo

Come riconoscere un bambino Parlatore Tardivo
Scuola infanzia

I bambini Parlatori Tardivi (PT) rientrano nel gruppo dei disturbi primari del linguaggio, perciò sono bambini intelligenti e con normali abilità motorie e sensoriali. I bambini Parlatori Tardivi possono sviluppare il loro linguaggio in due modi differenti:

  1.  Continuare a progredire, seppur lentamente, col linguaggio fino a raggiungere a 36 mesi d’età i livelli minimi (o più) di linguaggio per l’età. Questo gruppo di bambini è definito “late bloomers” (LB), cioèbambini che sbocciano tardivamente.
  2.  Permanere in una condizione di marcato disturbo del linguaggio e quindi essere a 36 mesi bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL).
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Come aiutare i bambini a parlare?

Come aiutare i bambini a parlare

Parlando di sviluppo del linguaggio, ci sono strategie e accorgimenti che i genitori e gli educatori possono seguire prima che i bambini parlino, per aiutarli. Le ricerche ci dicono che lo sviluppo del linguaggio inizia già dagli ultimi mesi di gestazione e che ogni bambino ha un suo proprio potenziale del linguaggio che l’ambiente intorno può aiutare a fiorire al meglio delle sue possibilità.

Quali sono le azioni che sono più di aiuto allo sviluppo del linguaggio nel primo anno di vita del bambino?

Il ruolo dell’adulto è fondamentale sia perché fornisce gli stimoli linguistici col suo parlato, sia per il contorno comunicativo e di rinforzo. Prima della fase verbale del bambino, prima cioè che sappia dire le parole, è importante parlargli molto e rispondere a tutte le sue produzioni, come i vocalizzi e la lallazione, prestandogli molta attenzione e portando avanti delle proto-conversazioni che gettano la base per le regole comunicative del parlato.

Molto importante è anche il contatto oculare, quando è scarso, è importante richiamarlo e stimolarlo. Una volta che il bambino accede alle parole (fase verbale) è importante rivolgersi a lui in modo corretto e completo, riformulando anche le sue produzioni sia per dare conferma di avere capito quello che ci vuole dire, sia per fornirgli il modello corretto a cui “ispirarsi”.

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