Come si può spiegare l’autismo ai bambini?

Come si può spiegare l’autismo ai bambini?

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che in genere si manifesta nei primi tre anni di vita. Esistono delle aree nelle quali il disturbo si manifesta e che aiutano a definire quella che oggi viene chiamata sempre più spesso “neurodiversità“:

  • comunicazione: difficoltà nella produzione verbale e non verbale e a comprendere il linguaggio verbale e non verbale. I bambini autistici possono avere difficoltà di articolazione del linguaggio e dei suoni e interpretare il linguaggio in maniera letterale, non cogliendo le sfumature come l’ironia o i giochi di parole.
  • sociale: l’interesse e la capacità di avviare la comunicazione sociale o di rispondere alle aperture sociali altrui è compromessa o anomala.
  • immaginativa: interessi ristretti, comportamenti e abitudini rigidi, ripetitivi e stereotipati.
  • ansia e regolazione emotiva: manifestazioni anomale delle emozioni, difficoltà o incapacità di riconoscere le emozioni negli altri e di adattare di conseguenza il comportamento.
  • sensoriale: poca sensibilità o ipersensbilità a stimoli di tipo diverso che possono causare comportamenti di difesa o di ricerca di stimoli sensoriali.
  • funzioni esecutive: riguardano la capacità di pianificare, di organizzarsi e di modificare il comportamento in base al contesto e alle circostanze, e possibili risposte inadeguate.
  • attentiva: difficoltà a modificare l’oggetto dell’attenzione e le proprie azioni e routine, ad affrontare i cambiamenti, a passare da una attività all’altra.

L’autismo spiegato ai bambini

Come si può spiegare l’autismo ai bambini?

Bisogna trattare il bambino con autismo come tutti gli altri: va affiancato da qualcuno che lo aiuti a interagire con gli altri bambini della classe. Ci vorrà più tempo, ma riuscirà a fare qualunque attività. Anche gli altri bambini devono coinvolgere il compagno e aiutarlo nei vari esercizi, farlo sentire parte del gruppo! In questo modo si instaura anche un legame tra di loro e non lo vedranno come “diverso” ma solo come bisognoso di attenzione e di più tempo.

Ecco invece qualche consiglio tra libri e film:

Il canto di Marino. Il canto di Marino accompagna i bambini ad accostarsi al tema della disabilità, con un’attenzione particolare all’autismo infantile. Un racconto delicato, nato da una storia vera, per educare i bambini a vedere oltre la diversità, e imparare a conoscere attraverso la creatività e l’immaginazione. Età di lettura: da 8 anni.

Il mio amico è unico. Un dialogo tra una mamma e una figlia in cui la bambina racconta che a scuola le hanno spiegato le caratteristiche di un bambino con autismo e come poter essere suoi amici. Il libro contiene alcune schede con giochi e suggerimenti per relazionarsi in maniera positiva con il proprio compagno di classe autistico.

Le parole che non riesco a dire. L’autismo spiegato da un bambino: cosa si prova a “vedere il mondo al contrario”, le difficoltà nei rapporti con gli altri. I pensieri di Andrea sulle emozioni e sul rapporto con gli altri prendono forma di poesie al tempo stesso semplici e profonde, rivelando una consapevolezza e una sensibilità fuori dal comune.

Float: Float è un cortometraggio, che è un adattamento della vera storia di Bobby Rubio, regista e autore della stessa Pixar. Rubio ha deciso di raccontare con le sue animazioni la sua famiglia e in particolare suo figlio Alex. Crescere un figlio autistico è diventata, oltre che una sfida come genitore, anche uno stimolo per raccontare una storia fantastica e coraggiosa.

L’autismo corrisponde ad un gruppo di disturbi di natura neurobiologica definiti Disturbi dello Spettro Autistico (ASD). Ma come spiegare l’autismo ai bambini?

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