Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini

Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini

Ogni anno a scuola i bambini di Scuola Primaria si chiedono come mai il 25 aprile Festa della Liberazione è un giorno di festa.

Il 25 aprile, la Festa della Liberazione, è una data significativa per la storia italiana, che va spiegato ai bambini e alle bambine non solo perché è un importante fatto storico da cui hanno preso forma le nostre istituzioni democratiche attuali. Si tratta infatti anche di un’occasione imperdibile per parlare in classe e a casa di temi universali come libertà e pace.

La Liberazione e la Resistenza è fondamentale per passare il testimone della storia ai bambini e lasciare una traccia del nostro passato.

Perché spiegare il 25 aprile Festa della Liberazione ai bambini?

Spiegare il 25 aprile ai bambini è importante per almeno 3 motivi:

  • Perché la storia riguarda anche i bambini. È preciso compito degli adulti quello di tramandare avvenimenti e idee ai propri figli: più ne parliamo, più li invogliamo a saperne di più e a porsi domande quando saranno grandi. Non si tratta di affrontare questioni politiche, bensì di raccontare i fatti storici e instillare così una curiosità che i bambini potranno approfondire quando cresceranno. Basta partire dalla loro domanda sul perché il 25 aprile non si va a scuola: cosa si festeggia?.
  •  Perché sono fatti sempre più lontani nel tempo. Se fino a pochi anni fa era facile avere un nonno testimone diretto di quegli avvenimenti, ora anche gli ultimi partigiani ci stanno lasciando. Ciò rischia di collocare quei fatti e quei concetti sempre più lontano dal vissuto e dalla quotidianità dei bambini di oggi; parlarne anche solo con una semplice lettura è sufficiente per riportare questa memoria nell’immaginario dei bambini.
  • Perché si può parlare di emozioni. Temi come pace e libertà sono ottimi da affrontare nell’educazione emotiva. Immaginare come si sono sentite le persone quando è finita la guerra, aiuta parlare di emozioni e sviluppa l’empatia: fate domande come “Cosa rappresenta per te la libertà? Quando non ti senti libero? E perché ti arrabbi quando non ti senti libero?”; fate anche paragoni con la recente esperienza del lockdown durante la pandemia: “Immaginatevi una situazione simile per anni e non poche settimane e senza tutti gli strumenti tecnologici per stare connessi tra noi”. Riflettete poi su cosa è la guerra e perché è un evento negativo: “Cosa provate quando litigate con un vostro amico? E quando poi fate la pace? E come fate voi a fare la pace?”».

Si possono poi introdurre alla Scuola Primaria attività più elaborate a seconda della fascia d’età:

  • bambini di 6-7 anni. A 6-7 anni i bambini devono ancora apprendere il senso del tempo. Un avvicinamento alla storia però può essere fatto chiedendo ai nonni di raccontare la loro esperienza, oppure portando in classe o fotografando degli oggetti di famiglia che parlano di quel periodo. Non è ancora la storia con la ‘S’ maiuscola, ma i documenti toccano la loro concretezza e stimolano il loro apprendimento, testimoniando una storia reale, quella della propria famiglia, che li introduce in un tempo più grande di loro.
  • bambini di 7-8 anni. La lettura è sempre un canale privilegiato per i bambini. Vanno benissimo anche albi illustrati e fumetti, se poi ci sono come protagonisti dei bambini la loro identificazione sarà ancora maggiore. Si possono però introdurre anche testimonianze dal vivo di persone o video , avendo l’accortezza di interrompere di tanto in tanto la visione per interagire con i ragazzi e fissare i concetti.
  • bambini di 8 anni. Da questa età si studia la storia e si possono introdurre, oltre alle testimonianze, anche molte più informazioni. Per rendere più interattiva la spiegazione del conflitto, costruite con loro una mappa semplificata per descriverne le fasi; e portateli a visitare i luoghi della memoria nella propria città, o fatelo in modo virtuale: di quelle targhe e monumenti, magari osservati fin da piccoli, spesso i bambini non conoscono ancora il significato.
  • bambini di 9-10 anni. Il racconto storico del 25 aprile può essere completo di date e avvenimenti precisi, ma si può proporre qualcosa in più. Coinvolgerli in una rappresentazione teatrale sarebbe il modo migliore per far vivere concretamente ai bambini quegli avvenimenti sulla loro pelle, perché la distanza temporale per le nuove generazioni inizia a farsi significativa.

Come spiegare la Festa della Liberazione ai bambini?

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