Disegni Dinosauri da Stampare e Colorare

Disegni Dinosauri da Stampare e Colorare
Per bambini di Scuola Primaria e Scuola dell’infanzia

Storia e Arte per bambini di Scuola Primaria: Dinosauri da Stampare e Colorare

In questo articolo trovate Dinosauri da stampare e colorare che potete proporre ai bambini della Scuola dell’infanzia ma anche a bambini più grandi che frequentano la classe terza della Scuola Primaria. Proprio in terza i bambini iniziano a studiare l’era dei dinosauri, la maggior solitamente è attratta da questi esseri preistorici e per catturare la loro attenzione potete proporre questi disegni da colorare dove saranno impegnati a colorare il Brontosauro, il Triceratopo, lo Stegosauro, l’Elasmosauro e altri ancora.

Potete scaricare e stampare in maniera gratuita i Disegni sui Dinosauri da Colorare cliccando sul tasto ‘Download‘ che trovate in alto alla pagina.

Continua a leggere

Filastrocca della Giornata per bambini Scuola primaria

Filastrocca della Giornata – Per bambini di Scuola Primaria

Storia per bambini di Scuola Primaria: Le parti della Giornata

In questo articolo trovate la Filastrocca della mia giornata di R. Piumini e B. Tagliolini che potete proporre ai bambini che frequentano il primo o il secondo anno della Scuola primaria. Dopo avere preso consapevolezza delle parti della giornata, potete proporre questa filastrocca della Giornata in modo da fare esercitare i bambini nella lettura attraverso però un testo nel quale dovranno ricercare le parole del tempo, quindi tutte quelle parole che riguardano il trascorrere del tempo quindi le parti della giornata.

Questa filastrocca guida il bambino alla ricerca delle parole come mattina, mezzogiorno, pomeriggio, sera, notte. I bambini quando impareranno a leggere in modo convenzionale fanno attraverso l’ordine spaziale delle parole del testo, l’uguaglianza e le differenze e la lettura di specifiche parole e frasi.

In questo caso, attraverso “la filastrocca della mia giornata” i bambini dovranno leggere e illustrare le singole parti che la compongono. Inoltre oltre alla filastrocca trovate anche la filastrocca “divisa” cioè scritta in diverse parti che i bambini dovranno leggere e riordinare.

Potete scaricare e stampare in maniera gratuita la Filastrocca della Mia Giornata cliccando sul tasto ‘Download‘ che trovate in alto alla pagina.

Filastrocca della Giornata – Storia per bambini di Scuola Primaria

La Storia Personale: Schede Didattiche per la Scuola Primaria

La Storia Personale: Schede Didattiche
Per bambini di Scuola Primaria

Storia per bambini di Scuola Primaria: Il Diario della Storia Personale

In questo articolo trovate Schede Didattiche per la costruzione del Diario della Storia Personale adatte a bambini che frequentano la classe seconda della Scuola Primaria.

Le seguenti Schede Didattiche Storia possono essere utilizzate sia a scuola come esercitazione o verifica ma anche a casa come approfondimento di questo argomento: infatti possono essere utilizzate anche per creare una empatico diario della propria storia personale.

Attraverso la guida delle varie attività che prevedono di reperire le diverse fonti (orali, materiali, visive ma anche scritte) i bambini potranno divertirsi a intervistare i propri genitori, nonni facendo appunto domande riguardante il loro passato e quindi i primi mesi di vita. Con le loro mani quindi andranno a vedere e a scoprire di quale tipo di fonte si tratta. Nelle schede infatti trovate la consegna dell’attività che il bambino deve svolgere e la domanda alla quale dovrà rispondere indicando il tipo di fonte che ha utilizzato per reperire quelle informazioni.

Potete scaricare e stampare le Schede Didattiche per la costruzione del Diario della Storia Personale in maniera gratuita cliccando sul tasto ‘Download‘ che trovate in alto alla pagina.

La Storia Personale – Storia per bambini di Scuola Primaria

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria

Se siete dei docenti o degli alunni della Scuola Primaria e state cercando un approfondimento sull’Uomo di Neanderthal, siete nel posto giusto!

Uomo di Neanderthal ed Evoluzione dell’uomo – Storia per bambini di Scuola Primaria

L’Uomo di Neanderthal (Homo Neanderthalensis)  è un ominide molto simile all’Homo sapiens che visse durante le glaciazioni, in un periodo compreso tra i 200.000 e i 30.000 anni fa. Visse soprattutto in Europa, Italia compresa, ma anche in Asia Occidentale, con una massima diffusione tra gli 80 e i 40.000 anni fa.

L’Uomo di Neanderthal deve il suo nome alla località in cui furono ritrovati i primi resti fossili (nel 1856): una grotta nella valle del Neander in Germania. Per un certo periodo visse contemporaneamente all’Homo Sapiens, con il quale condivideva lo stesso sistema di vita basato sulla caccia e sulla raccolta.

Poi in un tempo relativamente l’Uomo di Neanderthal breve scomparve, evento che costituisce un enigma scientifico oggi attivamente studiato.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: Aspetto fisico dell’Uomo di Neanderthal

Il Modello dell’Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria

L’uomo di Neanderthal non era molto alto (150-160 cm.) e aveva arti relativamente corti per evitare la dispersione del calore corporeo. Le braccia erano robuste, le gambe massicce con femori arcuati, adatte a percorrere grandi distanze.

Il cranio dell’uomo di Neanderthal era grande, allungato nella zona occipitale e conteneva un cervello più sviluppato rispetto agli altri ominidi e aveva la faccia molto grande e leggermente prognata, la fronte sfuggente e le arcate sopraccigliari pronunciate.

Inoltre il naso dell’uomo di Neanderthal era grosso, con narici larghe per riscaldare e umidificare l’aria fredda e secca che respirava ed era dotato di potenti mascelle e di arcate dentarie spostate in avanti  probabilmente perché  usava i denti come strumenti di lavoro, per lavorare e tagliare le pelli.

Infine fisicamente l’uomo di Neanderthal aveva mani dotate di grande forza di presa, ma anche di abilità nel manipolare e costruire oggetti.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: Come viveva l’Uomo di Neanderthal?

La vita dell’Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria

Gli uomini di Neanderthal vivevano soprattutto in caverne o grotte fredde e umide riscaldate da focolari che rimanevano sempre accesi. Queste abitazioni li proteggevano dagli agenti atmosferici, dagli attacchi dei predatori (lupi, orsi…) e offrivano la possibilità di accumulare provviste.

Nei periodi più miti gli uomini di Neanderthal vivevano in accampamenti di  capanne costruite con ossa e pelli di animali uccisi durante la caccia.

Gli uomini di Neanderthal erano nomadi: si spostavano durante l’anno seguendo gli spostamenti delle mandrie di animali, vivevano in gruppi poco numerosi, ma ben organizzati, dove ognuno aveva il suo compito.

Gli uomini più giovani e forti cacciavano provvedendo al sostentamento di tutto il gruppo, mentre gli anziani custodivano e tramandavano il sapere. Le donne provvedevano alla raccolta, alimentavano e custodivano il fuoco che avevano imparato ad accendere, inoltre si prendevano cura dei bambini e dei membri anziani o malati del gruppo.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal era un abile cacciatore?

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: Abile cacciatore

Gli uomini di Neanderthal vivevano in terre dal clima molto freddo, con vaste zone ricoperte dai ghiacci e dalle nevi, ricche di foreste conifere abitate da animali abituati al grande freddo. Non trovando sufficienti frutti, erbe o radici da mangiare, i Neanderthal si dedicarono soprattutto alla caccia di grandi animali  come il mammut, il rinoceronte lanoso, il bue muschiato e l’orso delle caverne.

Tuttavia gli uomini di Neanderthal si accontentavano anche di animali più piccoli come stambecchi, cervi, cavalli o lepri: questi animali, oltre a una buona riserva di carne, gli fornivano pellicce per proteggersi dal freddo e ossa per costruire utensili e capanne.

I Neanderthal perfezionarono diverse strategie di caccia caratterizzate non solo da incontri ravvicinati, ma anche da attacchi a distanza: secondo i risultati di uno studio condotto hanno messo in luce come gli uomini di Neanderthal erano capaci di colpire e uccidere la preda da una distanza di 20 metri.

Per catturare grandi animali gli uomini di Neanderthal cacciavano in gruppo spingendo le loro prede in crepacci o in grandi trappole che avevano precedentemente scavato.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal era un abile artigiano?

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: Abile artigiano

Recentemente (2019) gli studiosi hanno scoperto che l’Uomo di Neanderthal sapeva anche intrecciare le fibre naturali.

Nel sito archeologico di Abri du Maras, in Francia, è stato rinvenuto un frammento di corda intrecciata lungo meno di un centimetro attaccato a uno strumento di pietra.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal raccoglitore e pescatore

Gli uomini di Neanderthal raccoglievano anche le pigne mature dai rami più alti dei pini domestici, per conservarle nelle grotte, così quando avevano bisogno di cibo, le avvicinavano al fuoco per aprirle ed estrarne i pinoli. 

Recentemente  un gruppo di  archeologi ha scoperto che la loro dieta non si basava solo sulla selvaggina cacciata sulla terraferma, ma  comprendeva anche cibi di origine marina.

Nella grotta di Figueira Brava, in Portogallo, sono venuti alla luce resti di pesci, molluschi e crostacei (orate, cefali, granchi, vongole e cozze cotti alla brace), ossa di uccelli marini (germani reali, oche, cormorani) e di mammiferi acquatici (delfini e foche).

Il cibo del mare, come sappiamo, è ricco di acidi grassi essenziali omega-3 e altri acidi grassi che promuovono lo sviluppo del tessuto cerebrale. Il consumo abituale dei frutti del mare ha avuto quindi un ruolo importante nello sviluppo delle capacità cognitive sia dei Neanderthal che dei Sapiens.

Per catturare queste prede probabilmente gli uomini di Neanderthal usavano giavellotti con punta in selce scheggiata o strumenti in legno e fibre vegetali.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal seppelliva i morti e aveva una forma di religiosità

Sembra che gli uomini di Neanderthal siano stati i primi a seppellire i loro morti, dando inizio alle prime pratiche religiose legate al rituale funebre e al culto dei morti. In diverse località, sono stati rinvenuti scheletri quasi intatti, sepolti in tombe circolari o rettangolari scavate sul fondo delle grotte.

Il defunto era posto in posizione rannicchiata e accompagnato da offerte di cibo e fiori e dagli oggetti che usava in vita, come armi e utensili. Il fatto di seppellire i morti è molto importante perché significa che l’uomo di Neanderthal era capace di immaginare: si chiedeva cosa ci sia dopo la morte e immaginava un aldilà, un’altra vita dove i defunti possono risvegliarsi e usare di nuovo le proprie cose.

Si pensa che l’uomo di Neanderthal credesse nella presenza degli spiriti degli animali: in molte caverne da lui abitate sono stati ritrovati crani di orso deposti, a volte, su delle specie di “altari”: l’orso era una specie di divinità che probabilmente rappresentava le forze minacciose della natura.

Gli uomini di Neanderthal credevano che con i crani e le ossa dei feroci orsi delle caverne, si potessero fare magie per scongiurare il male. Il culto dei crani poteva essere legato anche alla convinzione che fosse necessario impedire al morto di tornare tra i vivi tagliandogli la testa.

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal sapeva parlare e comunicare

Gli uomini di Neanderthal non grugnivano come in certe caricature, ma avevano tutto ciò che serve per poter parlare: recenti studi hanno dimostrato che l’apparato fonatorio dei Neanderthal era molto simile al nostro, per cui erano perfettamente in grado di emettere suoni.

Un corto registro vocale, costole enormi, un’ampia cavità nasale e un grosso cranio producevano un suono acutissimo.

Sicuramente gli uomini di Neanderthal comunicavano tra di loro mediante una forma di linguaggio adatta alla vita sociale che avevano sviluppato, emettendo alcune vocali ed associando particolari suoni a determinate cose o azioni. 

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria: L’uomo di Neanderthal e la sua estinzione misteriosa

Nonostante decine di fossili e centinaia di strumenti di pietra, non sappiamo ancora con precisione quali fossero i rapporti tra la nostra specie e l’uomo di Neanderthal, né per quali motivi si siano estinti.

Non è ancora stata stabilita la causa dell’estinzione dell’Homo di Neanderthal, ma è probabile che la sostituzione di una specie con l’altra probabilmente non sia stata improvvisa e drammatica.

Si pensa che tutto sia avvenuto in un processo lungo, lo dimostra il fatto che in totale il periodo di sovrapposizione tra le due specie è stato quantificato in circa 2.600-5.400 anni.

Una delle cause possibili dell’estinzione dell’ominide potrebbe essere la scarsa varietà genetica: la popolazione dell’uomo di Neanderthal era molto ridotta rispetto ai sapiens (70-100 mila persone), quindi si riproducevano all’interno del medesimo gruppo, tra consanguinei.

La scarsa varietà genetica li avrebbe resi più fragili e avrebbe ridotto la loro capacità riproduttiva.

Grazie alle ricerche dei genetisti, che hanno analizzato il DNA dei due gruppi, oggi sappiamo che i Sapiens e i Neanderthal si unirono dando vita a prole feconda. I Sapiens soppiantarono quindi i Neanderthal per ibridazione.

Potete scaricare e stampare in maniera gratuita le 2 Verifiche sull’Uomo di Neanderthal per bambini di Scuola Primaria cliccando sul tasto ‘Download‘ in alto alla pagina (Come potete osservare, nelle verifiche non ci sono domande a risposta aperta, ovviamente se vorrete potrete sempre scriverne alcune alla lavagna o dettarle).

Sotto potete vedere una Videolezione di Storia sull’Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria:

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria

Uomo di Neanderthal per Scuola Primaria – Storia per bambini di Scuola Primaria

Gli ebrei – Per bambini di Scuola Primaria

Gli ebrei per Scuola Primaria – Storia per bambini di Scuola Primaria (Mappa Concettuale)

Gli ebrei – La Storia spiegata ai bambini di Scuola Primaria

La storia degli Ebrei è giunta fino a noi in modo molto particolareggiato e preciso grazie alla Bibbia, il libro sacro che riporta innumerevoli eventi e racconti storici.

La Bibbia è divisa in Antico Testamento e Nuovo Testamento. Nell’Antico Testamento, scritto in periodi diversi e difficili da datare con precisione da vari autori, si narra di come Dio abbia creato il mondo e l’abbia popolato, a partire da Adamo ed Eva, del Paradiso Terrestre e della promessa di un Messia nato dal popolo Ebraico che avrebbe redento l’umanità. Il Vecchio Testamento cita molte delle tribù del Medio Oriente chiamate a formare il popolo d’Israele.

Il Nuovo Testamento racconta la vita di Gesù, dalla sua nascita alla morte, per poi proseguire con la resurrezione e con la nascita delle prime comunità cristiane.

La Bibbia è considerato un testo Sacro sia per gli Ebrei che per i Cristiani, ma gli Ebrei riconoscono solo l’Antico Testamento perché non riconoscono in Gesù il Messia .

Gli ebrei per Scuola Primaria: Origine egli ebrei

L’origine degli ebrei è quella di un popolo di pastori nomadi semitici provenienti dalla Mesopotamia, e in particolare da Ur, migrati verso il 2000 a.C. verso Haran dove si stabilirono per alcuni secoli vivendo di pastorizia e praticando l’idolatria.

Il patriarca degli ebrei fu Abramo che li condusse verso la Palestina, nella parte meridionale della Siria, terra che gli Ebrei chiamarono Terra di Canaan. Il termine “patriarca” viene utilizzato per individuare l’anziano a capo della tribù, il primo fu Abramo a cui seguì il figlio Isacco, che continuò la vita nomade. Isacco ebbe due figli, Esaù e Giacobbe, da quest’ultimo nacquero 12 figli tra i quali Giuseppe. L’ultimo dei patriarchi fu Giosuè.

A seguito di gravi carestie, intorno al 1700 a.C. gli ebrei si spostarono in Egitto. 

Il racconto della Bibbia ci narra di come Giuseppe, figlio di Giacobbe, fu venduto come schiavo ad alcuni mercanti egiziani e, tradotto in Egitto, si guadagnò la fiducia del Faraone a cui predisse 7 anni di abbondanza seguiti da 7 di carestia, consentendo a questi di risparmiare negli anni di abbondanza per avere scorte sufficienti per superare la successiva carestia. Giuseppe divenne quindi ministro del faraone. Giuseppe, ormai accettato dagli egiziani, si farà raggiungere dal padre e dai fratelli assegnando loro la terra di Gessen, nel delta del Nilo. In quel momento storico l’Egitto era sotto il dominio degli Hyksos, un popolo di origine semita proveniente dalla Siria, e questo fattore rese più facile i rapporti tra Ebrei ed Egiziani che convissero inizialmente in pace, pur non integrandosi tra di loro e conservando ognuno la propria lingua, cultura e religione. Dopo il 1580 a.C. tornarono al potere in Egitto i re nazionali, che presero a considerare gli ebrei come stranieri e iniziò un periodo di oppressione, il popolo ebraico fu schiavizzato e costretto a lavorare l’argilla e i campi per gli egiziani.

Fu Mosè, intorno al 1250 a.C, sempre secondo i racconti della Bibbia, a liberare il popolo ebraico per condurlo fuori dall’Egitto attraverso il Mar Rosso. Per 40 anni gli ebrei vagarono nel deserto del Sinai prima di tornare in Palestina. Fu sul Monte Sinai che Mosè ricevette direttamente da Dio le Tavole della Legge, anche conosciute come il Decalogo o i 10 comandamenti, il primo codice morale che dice all’uomo cosa può e cosa non può fare che servì per regolare la vita del popolo Ebreo. 

Mosè e le Tavole della Legge

Mosè morì prima di raggiungere la Palestina, il popolo fu guidato da Giosuè che conquistò Gerico e dopo una lunga lotta con le popolazioni locali estese la conquista alla Palestina, suddividendo il territorio tra le 12 tribù che componevano il popolo, ognuna autonoma rispetto alle altre e prevedendo la nomina di un giudice comune per discutere eventuali controversie o affrontare problemi comuni. Le aspre lotte con i popoli confinanti, in particolare con i Filistei, popolazione proveniente dall’Asia Minore insediatasi lungo le coste intorno intorno al 2000 a.C., spinsero gli Ebrei ad unirsi sotto una monarchia nel 1020 a.C. 

Il primo re Ebreo fu Saul, appartenente alla tribù di Beniamino, la sua nomina fu considerata divina in quanto scelto dal sommo sacerdote Samuele su consiglio divino. Saul fu un re coraggioso, ma anche violento e molto duro. Le sue battaglie contro i Filistei lo resero superbo e il Sommo Sacerdote Samuele iniziò a osteggiarlo, preferendogli David, il gracile guerriero che doveva la sua gloria alla vittoria sul gigante filisteo Golia. Il re Saul costrinse David all’esilio e gli ebrei si indebolirono per via di lotte interne tra la classe dei sacerdoti, il re e le varie tribù. I filistei approfittarono di questa debolezza per sconfiggere l’esercito ebreo. Saul si uccise per non cadere in mano ai nemici e David riuscì a tornare in patria per diventare il nuovo re.

David fu un combattente coraggioso e un grande poeta, a lui si attribuiscono i Salmi, e soprattutto riuscì a dare agli Ebrei la consapevolezza di essere una nazione, rinsaldando lo spirito di unità che li accomunava. Sconfisse i Filistei e gli altri popoli nemici, fu un bravo amministratore e spostò la capitale a Gerusalemme, che divenne il nuovo centro religioso della nazione. 

La religione cristiana considera David l’Unto del Signore, ed è dalla sua discendenza che nascerà Gesù.

Il successore di David fu il figlio Salomone, nel 961 a.C., re giusto e saggio, rafforzò l’esercito che ottenne ulteriori conquiste nei territori confinanti e avviò un fervido commercio, fece cingere la città di Gerusalemme da solide mura e fece edificare la reggia e il Tempio di Gerusalemme, costruzioni che però richiesero un ingente investimento economico ottenuto attraverso una tassazione molto elevata e prestazioni lavorative gratuite, generando molto malcontento nella popolazione.
Alla morte di Salomone molte tribù si ribellarono all’erede al trono, il figlio di Salomone Roboàmo, che non volle diminuire la pressione fiscale, e questo portò alla divisione del regno. Le tribù del settentrione si unirono nel regno di Israele, con capitale a Samària mentre le tribù del sud restarono fedeli a Roboàmo e formarono il regno di Giuda, la cui capitale restò Gerusalemme.

La scissione del Regno in due regni minori indebolì entrambi, e fu sempre più difficile difendersi dagli attacchi di Assiri, Babilonesi ed Egiziani. Nel 721 a.C. gli Assiri richiesero un ingente tributo al Regno di Israele che si rifiutò di pagare, e gli Assiri assalirono e distrussero il regno, e molti ebrei furono tradotti in Mesopotamia.

Il Regno di Giuda sopravvisse ancora a lungo mantenendo buoni rapporti con i regni confinanti, fino a quando nel 586 a.C. il re babilonese Nabucodonsor lo attaccò e lo distrusse per procurarsi una strada d’accesso verso l’Egitto. Gli ebrei del regno di Giuda vennero tradotti in schiavitù a Babilonia, dove vissero per 50 anni in quella che è stata definita la cattività babilonese, una parentesi di miseria e tristezza per il popolo che però non perse mai l’amore per la patria perduta e la speranza di farvi ritorno, anche grazie alle profezie di Ezechiele e Daniele. Nel 538 a.C. Babilonia fu conquistata dal re Persiano Ciro il Grande che permise agli Ebrei di far ritorno in Palestina, dove però il popolo ebreo si trovò sottoposto al dominio dei persiani prima e di Alessandro Magno e dei suoi successori poi, fino ad arrivare, nel 63 a.C, al dominio dei Romani.

E’ proprio sotto l’impero romano che a Betlemme nacque Gesù, e la sua nascita è considerata lo spartiacque tra quello che è accaduto prima di Cristo e quello che è avvenuto Dopo Cristo. Gesù Cristo nasce quindi nell’anno 0, anche se in pratica si passa dall’anno -1 all’anno 1 dc.
Il calendario ebraico conta invece gli anni a partire dalla presunta data della creazione, che in base alle indicazioni della Bibbia è stata calcolata nell’anno 3760 a.C.

Gli ebrei per Scuola Primaria: La religione ebraica

Gli Ebrei erano e sono monoteisti, adoravano un unico Dio, a differenza degli altri popoli con cui convissero e si scontrarono che adoravano molti dei e che identificavano nelle forze della natura.

Il Dio adorato dagli Ebrei prende il nome di Jahvè, “colui che è”, e non veniva mai rappresentato con immagini iconografiche o statue essendo composto di puro spirito. La volontà del popolo Ebraico di non dare una forma fisica a Dio nasce anche dall’intento di contrastare ritorni a forme di idolatria riconducibili al passato, o a contaminazioni con altre religioni.

Il culto ebraico prevedeva il pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme una volta all’anno, occasione in cui gli ebrei offrivano doni al Tempio. Il tempio ebraico si chiama “sinagoga” e i sacerdoti si chiamano “rabbini”.

Tutte le feste del calendario ebraico erano votate al ringraziamento a Dio, così il Sabato ci si asteneva da qualsiasi lavoro per celebrare il riposo di Dio dopo la creazione.

La Pasqua rappresenta la liberazione del popolo ebreo dall’Egitto e si commemora mangiando il pane azzimo, ossia non lievitato, a ricordare la fuga precipitosa degli ebrei, le erbe amare e l’agnello.

La festa dei Tabernacoli rievoca la vita nomade nel deserto e la festa di Pentecoste ricorda la consegna delle Tavole della Legge date a Mosè sul Monte Sinai.

Gli ebrei per Scuola Primaria: Il Tempio di Gerusalemme

Il Tempio di Gerusalemme fu edificato nel 950 a.C. su volere di Re Salomone la costruzione richiese sette anni di lavoro. Posto fuori dalle mura della città, sul colle Moriah, era diviso in tre parti: l’Atrio, intorno all’edificio, era lo spazio in cui gli ebrei assistevano alle cerimonie, il Vestibolo, preceduto da due colonne bronzee, attraverso il quale si accedeva all’Aula, il luogo sacro dove si trovava la Cella. Alla Cella aveva accesso solo il Sommo Sacerdote e solo una volta l’anno, in occasione della venerazione dell’Arca dell’Alleanza, la cassa in legno e oro che conteneva le Tavole della Legge.

Le pareti del Tempio erano rivestite di legno di cedro dorato incise con bassorilievi.

Quando nel 586 a.C. il re Babilonese Nabucodonosor conquistò Gerusalemme e distrusse il Tempio saccheggiò tutte le ricchezze e le trasferì a Babilonia, tranne l’Arca dell’Alleanza che, nascosta dagli Ebrei, non fu mai ritrovata (anche se si ritiene sia conservata in Etiopia).

Quando nel 538 a.C. gli Ebrei tornarono dalla deportazione in Babilonia ricostruirono il Tempio, ma in modo meno sontuoso e pregiato. Il secondo tempio venne ampliato nel 19 aC da Erode il Grande, re della Giudea sotto i Romani.
Il secondo Tempio di Gerusalemme fu distrutto nel 70 d.C. per volere dell’imperatore romano Tito. Del Tempio di Gerusalemme oggi resta soltanto il muro occidentale di contenimento, che ha preso il nome di muro del pianto.

Gli ebrei per Scuola Primaria: La società e l’economia del popolo ebraico

La religione ebraica considerava tutti gli uomini uguali di fronte a Dio, e per questo motivo non erano consentite classi sociali, ciò nonostante nel popolo ebraico era diffusa e accettata la schiavitù, anche se concepita in modo relativamente umano, con leggi che difendevano gli schiavi dai maltrattamenti e con un certo margine di libertà personale.

Il codice morale dei 10 comandamenti veniva insegnato e tramandato all’interno della famiglia, ma la moglie era considerata una proprietà del marito e veniva acquistata attraverso un contratto, anche se poi trattata con rispetto. Il compito principale della moglie era quello di generare figli, soprattutto figli maschi.

Originariamente il popolo ebreo era nomade dedito alla pastorizia, ma successivamente si dedicò principalmente all’agricoltura e divenne sedentario. Le coltivazioni più diffuse erano quelle dei cereali e del lino, dell’ulivo e della vite.
Durante la monarchia si costruirono strade di collegamento tra l’Egitto e la Mesopotamia, e queste strade, unite al porto di Asion Gaber, stimolarono il commercio e la nascita degli istituti bancari.

La storia del popolo ebreo è lunga, attraversata da guerre ed esodi, minacciata fin dai suoi esordi da molti popoli come gli Assiri, i Babilonesi e gli Egiziani ma il popolo ebraico non si è mai estinto e, sopravvivendo a drammatiche persecuzioni e genocidi, anche recenti, è tutt’oggi esistente.

Con la distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano dell’imperatore romano Tito gli Ebrei furono cacciati dalla Palestina e si assistette ad una profonda diaspora nel mondo, alcuni ebrei si convertirono al cristianesimo altri mantennero intatti i propri precetti con la propria identità e il desiderio di rientrare in patria.

Sotto trovate un bel Video-Tutorial esplicativo su Gli ebrei – Per bambini di Scuola Primaria:

Gli Ebrei spiegati ai bambini

Gli ebrei per Scuola Primaria – Storia per bambini di Scuola Primaria