Primo soccorso nella Scuola Primaria: Quali regole rispettare?

Primo soccorso nella Scuola Primaria
Manuale Completo con le regole di Primo Soccorso

Da sempre la Scuola Primaria è un luogo di lavoro atipico, dove la presenza di bambini amplifica le problematiche legate al soccorso (che negli altri luoghi di lavoro sono spesso collegate al concetto di emergenza), integrandole con un gran numero di interventi legati all’urgenza, al piccolo disturbo, al piccolo e medio infortunio.
Le indicazioni presenti nel D.M.388/03 consentono di classificare le Scuole di ogni ordine e grado nel Gruppo B, in quanto l’indice infortunistico di inabilità permanente, rilevato dall’INAIL, per le Scuole è pari a 1,11 ( il limite oltre il quale si appartiene al gruppo A è >4,00).

Nell’organizzazione del soccorso le Scuole Primarie devono dotarsi almeno di una cassetta di pronto soccorso in ogni plesso, facilmente accessibile e debitamente indicata da opportuna segnaletica, e da un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il 118 (in pratica di una linea telefonica che non deve passare per il centralino e che non deve essere soggetta a restrizioni).

La formazione degli Addetti al Primo Soccorso presenti nella Scuola Primaria deve essere svolta da personale medico e deve rispettare contenuti e tempi minimi previsti per le aziende di gruppo B (in pratica almeno 12 ore di formazione, di cui 8 ore di teoria e 4 di interventi pratici).

Agli Addetti al Primo Soccorso devono anche essere garantiti DPI minimi (guanti, mascherine, ecc.).
I corsi eventualmente già svolti, ma anche quelli seguiti con le nuove indicazioni date dal D.M. 388/03, andranno ripetuti con cadenza triennale, almeno per quanto attiene alle attività pratiche.

Primo soccorso nella Scuola Primaria: Le responsabilità del personale scolastico

Può accadere che in qualche occasione il personale scolastico associ il “soccorso” al concetto di “paura” (Se sbaglio qualche cosa? Se non so cosa fare? Perché devo prendermi questa “responsabilità”?).

È quindi opportuno ribadire che la presenza di bambini (e quindi minori) già definisce a priori un contesto dove la “responsabilità” è sempre e comunque presente.
Dirigente Scolastico, Docenti e Personale non docente – ognuno per la propria parte – sono sempre chiamati a svolgere compiti di sorveglianza sugli studenti; e se la violazione di leggi o regolamenti, l’imprudenza, l’imperizia o la negligenza causano un danno ingiusto si è obbligati a risarcirlo.

Questa “responsabilità” è sovente associata al concetto di “sorveglianza” che viene regolato, nella maggior parte dei casi, dagli articoli 2047 e 2048 del c.c.: nel primo caso si prevede la responsabilità totale (riferita a bambini fino a sei-sette anni ed alle persone affette da handicap) mentre nel secondo articolo la responsabilità decresce di fatto con l’aumentare dell’età dello studente.

Il primo concetto è quindi chiaro: quando gli studenti entrano in una Scuola Primaria scatta immediatamente l’obbligo di sorveglianza da parte di questa.
La Scuola deve quindi operare in modo da impedire che, difetti di sorveglianza o vigilanza, provochino incidenti. Ma, pur con tutta l’attenzione possibile, appare ovvio che proprio la presenza di bambini (ossia minori) crea le premesse per infortuni o malori all’interno della Scuola.
Questa deve quindi organizzarsi con un piano di emergenza, semplice, chiaro e soprattutto attuabile, in grado di garantire ai lavoratori ed agli alunni, nei modi e nei tempi di volta in volta più adeguati, l’idonea assistenza.

Primo soccorso nella Scuola Primaria: Organizzazione delle squadre di soccorso

Il D.Lgs. 626/94 (art. 15) impone al Dirigente Scolastico (Datore di Lavoro) l’organizzazione di squadre di soccorso che devono essere opportunamente formate.
È bene ricordare che il prestare soccorso non è prerogativa assoluta degli Addetti al Primo Soccorso. Questo concetto generale a maggior ragione è valido in un luogo di
lavoro atipico come una Scuola Primaria, dove la situazione classica è “una classe, più docenti, degli allievi (che sono bambini)”.

Ecco allora che più correttamente bisogna dire che in presenza di un infortunio, di un malore, di un emergenza sanitaria chi assiste all’evento presta il primo soccorso; nell’intervenire, se valuta che la situazione è tale da richiedere l’attivazione della Procedura di Emergenza elaborata dal Dirigente Scolastico, la attiva.

Primo soccorso nella Scuola Primaria: Procedura di Primo Soccorso

In che cosa consiste la procedura di Primo Soccorso? Si tratta di un protocollo generale che indica chi deve fare, che cosa deve fare e come lo deve fare.
La procedura di emergenza, che deve essere semplice, realistica, attuabile, guiderà a grandi linee i comportamenti di tutti.

Ecco un semplice esempio di cosa può prevedere una procedura di emergenza, ribadendo che ogni Scuola Primaria deve organizzarsi nel migliore dei modi possibili, tenuto conto della propria realtà, del numero di lavoratori presenti, del numero degli alunni, delle problematiche emerse nella valutazione dei rischi, ecc.

Supponiamo che durante la normale attività didattica un alunno abbia un infortunio (immaginiamo che inciampi e cada per terra). Il docente presente in aula interviene e fa una prima valutazione (Si è subito rialzato? Zoppica? Accusa dolore?). Se valuta che è necessario attivare la procedura di emergenza chiama/fa chiamare un Addetto al Primo Soccorso (è appena il caso di ricordare che i nominativi degli addetti, così come i punti salienti della procedura dovrebbero essere noti a tutti, e possibilmente affissi in bacheche).

Primo soccorso nella Scuola Primaria: I compiti dell’Addetto al Primo Soccorso

L’Addetto al Primo Soccorso dopo pochi secondi arriva sul posto.
Due brevi considerazioni su questo punto:

  • se l’Addetto al Primo Soccorso intervenuto è un docente, la procedura deve prevedere la contemporanea sostituzione con altro lavoratore della Scuola al fine di garantire comunque agli alunni che erano sotto la sua sorveglianza l’adeguata vigilanza;
  • se è possibile, l’Addetto nel raggiungere il luogo dove si trova l’alunno infortunato si premunisce di portare con sé la Cassetta di Pronto Soccorso.

Giunto sul posto l’Addetto al Primo Soccorso valuta, sulla base delle proprie conoscenze e della propria formazione cosa si deve fare.
In che cosa consiste questa valutazione? In quello che normalmente ognuno di noi fa nelle proprie case quando un congiunto sta male. Solo che nelle nostre case, se non abbiamo particolari conoscenze, agiamo con il buon senso ma più spesso d’istinto e d’intuito, mentre chi ha frequentato i corsi previsti dal D.M. 388/03, è in grado di decidere quello che è opportuno fare grazie alle informazioni recuperate con la formazione specifica ricevuta.

Ecco quindi che l’Addetto al Primo Soccorso di fronte ad una emergenza sanitaria valuterà le tre classiche opzioni:

a) Si tratta un lieve malore o infortunio risolvibile con i mezzi a propria disposizione. Nel caso esposto l’alunno non ha avuto conseguenze dall’infortunio se non una lieve escoriazione a un dito della mano, risolvibile con un disinfettante ed una medicazione. Si provvederà con i presidi contenuti nella Cassetta di Pronto Soccorso.
b) Si tratta di una urgenza che richiede l’intervento di un Medico ma non ha i requisiti dell’emergenza e inoltre l’infortunato è trasportabile.
L’alunno si è rialzato, parla, muove braccia e gambe ma lamenta un dolore all’avambraccio. Non vi è una situazione tale da richiedere l’attivazione del 118 (Non è un’emergenza!) ma è opportuno accompagnare il bambini infortunato presso il presidio di soccorso previsto dalla procedura, e con le modalità ivi descritte.
Si è infatti di fronte ad una urgenza (neanche delle più gravi), che è preferibile sia valutata da personale medico.
Significa che la Scuola Primaria nella procedura ha illustrato in che modo deve essere accompagnato l’infortunato, prevedendo con quale mezzo, e da chi; e prevedendo almeno due accompagnatori di cui uno alla guida ed uno che assiste l’infortunato. Contemporaneamente la Scuola avvertirà un familiare dell’alunno di quanto sta accadendo, e se aveva in precedenza ricevuto dalla famiglia indicazioni su problematiche sanitarie che interessano l’alunno, farà in modo che la busta chiusa contenente
queste informazioni (allergie, patologie, terapie in corso, ecc.) accompagni l’infortunato al Pronto Soccorso.
c) L’alunno cadendo ha perso conoscenza, respira ma non risponde alle sollecitazioni verbali.
Si tratta di una emergenza, non trasportabile e che richiede l’immediato intervento medico. L’incaricato alla chiamata procederà ad allertare il 118, nei modi previsti (la procedura prevedrà un esempio di chiamata in modo da dare all’operatore del 118 tutte le informazioni utili al fine di inviare il mezzo più idoneo).
Contemporaneamente la procedura prevederà: chi farà in modo da lasciare liberi i corridoi, chi aprirà il cancello di entrata all’ambulanza, chi accompagnerà il personale sanitario nel luogo dove è ubicato l’infortunato.

Potete scaricare e stampare il Manuale Completo con le regole di Primo Soccorso per la Scuola Primaria gratuitamente cliccando sul tasto “Download” in alto alla Pagina.

Primo soccorso nella Scuola Primaria – Manuale Completo con le regole di Primo Soccorso

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