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La storia del presepe raccontata ai bambini

Ecco come spiegare ai bambini la storia del presepe (natività) e perché lo si fa ancora come tradizione.

La storia del presepe (natività) raccontata ai bambini di Scuola Primaria e Scuola Infanzia

Perché si fa il presepe e si rappresenta la natività? Una domanda semplice, ma che spesso rischia di cogliere impreparati i genitori. Eppure è una curiosità lecita che puntualmente i bambini esprimono ogni Natale. Per rispondervi non basta fare generici riferimenti alla tradizione della nostra cultura o ad aspetti religiosi: ecco un docente di Pedagogia Generale e Sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca che vi aiuterà a capire come spiegare il presepe ai bambini per non farlo diventare una vuota abitudine.

Le origini del presepe e della natività

La storia del presepe nasce nel 1223 quando San Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, volle mettere in scena la natività presso il paese di Greccio che tanto gli ricordava Betlemme. Da quel momento l’usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano. «A muovere il santo – spiega il docente – fu anche uno scopo pacifista perché, in anni in cui si pensava che fosse un dovere della cristianità conquistare con le armi i luoghi dove era vissuto Gesù, quel gesto stava a significare che era possibile rivivere quell’evento anche a casa propria: il Messia per i credenti nasce sempre vicino a loro e nei loro cuori». “Presepe” (dal latino “praesaepe“) significa infatti mangiatoia, il luogo dove fu deposto il neonato: «Un aspetto di vita quotidiana che parlava anche agli uomini dell’epoca, per i quali era consuetudine che i bambini nascessero nella stalla, il posto più caldo della casa perché riscaldato dal fiato degli animali».

Come spiegare ai bambini dai 3 agli 8 anni perché si fa il presepe?

Non basta però riferirsi genericamente a una tradizione per spiegare ai bambini il senso del presepe oggi: Il Natale ricorda innanzitutto un evento storico: la nascita di un personaggio che, sia per chi crede sia per chi non crede, ha cambiato la storia e ispirato una delle principali religioni del mondo. Tanto che si fa vacanza e c’è aria di festa.

Su un piano più esistenziale ed educativo, oltre ogni significato religioso, il Natale celebra una nascita e quando nasce un bambino, le persone sono felici. Fare il presepe insieme quindi può essere un pretesto per raccontare a vostro figlio di quando è nato lui, di come mamma, papà e i nonni erano contenti. Il presepe è un gesto simbolico che aiuta a ricordare, a provare a immaginare cosa accadde quella notte. Anche ai bambini più piccoli però spiegate che quella che costruite assieme a casa con le statuine è una rappresentazione non accurata di quell’evento, che gli abiti erano diversi e che la neve in Palestina non c’è».


Potete scaricare e stampare gratuitamente la Mappa Concettuale della Natività, basta cliccare sul pulsante ‘Download‘ in alto all’articolo.

Cosa rappresenta la Natività?

La nascita, o la natività, di Gesù Bambino è la narrazione della venuta al mondo di Gesù Cristo e si basa principalmente sui Vangeli di Matteo e Luca, ed è descritta quindi, nel Nuovo Testamento della Bibbia.

Come disporre la Natività?

Il bambin Gesù è sempre al centro e tutti gli altri personaggi sono posizionati intorno al presepe. Occorre fare attenzione che il dorso del bambino rimanga in generale libero, dove non vi è nessuno, né una persona né un animale.

Chi fu la prima persona a realizzare il presepe?

Si crede che l’inventore del presepe sia il celebre San Francesco d’Assisi che per primo lo realizzò nel 1223.

La nascita di Gesù raccontata ai bambini di Scuola Primaria e Scuola Infanzia

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